La produzione tecnica di Blunotte per la gara di auto d’epoca The I.C.E. St. Moritz tra ghiaccio, RF e broadcast live

Avreste mai pensato di sfrecciare sul ghiaccio a bordo di un’auto d’epoca?
È quello che succede ogni anno sulle sponde ghiacciate del lago di St. Moritz. A fine gennaio si svolge The I.C.E. St. Moritz, un concorso d’eleganza che vede in gara i più iconici modelli di auto d’epoca; due giornate che richiamano nella valle Engadina appassionati, piloti e collezionisti.
Come ogni concorso d’auto che si rispetti, non manca certo la diretta broadcast. È qui che per l’edizione di gennaio 2026 entra in gioco Blunotte come partner per la produzione tecnica.
“È un evento di elevata complessità, dove le sfide che pone la risonanza mediatica dell’evento, sono amplificate dalle condizioni ambientali ed atmosferiche in cui si svolge lo stesso” – ci spiega Giovanni Costantino, Fondatore e CEO di Blunotte. “La necessità era di mantenere in costante comunicazione tutto il team di produzione: regia live, regia broadcast, cameraman, producer e presentatori. Tutto ciò su un’area di circa 125.000 mq, con temperature medie di -10 °C, con picchi fino a -20 °C”. L’esigenza era di utilizzare sistemi di comunicazione avanzati e performanti, che garantissero affidabilità anche in queste condizioni estreme, per questo Blunotte ha scelto i sistemi Intercom Wireless Riedel Bolero.


“Abbiamo impostato un sistema composto da 20 belt pack, connessi su 4 Antenne collegate tramite un’infrastruttura che ha richiesto la stesura di oltre 2 km di fibra ottica. Abbiamo inoltre implementato 2 interfacce NSA per connettere il sistema Bolero con le regie audio e gestire il routing dei segnali in maniera più avanzata. Infine, un’interfaccia Reface fungeva da ponte con il sistema PTT su UHF” – prosegue Giovanni Costantino.
“Siamo stati molto contenti del risultato, Bolero si è rivelato altamente affidabile, mostrando qualche (comprensibile) segno di cedimento solo con i picchi di temperatura più estremi, ma senza mai compromettere il funzionamento del sistema nel suo complesso. L’estrema versatilità nell’interfacciarsi con altri sistemi ha reso il nostro lavoro decisamente più semplice ed efficace, potendo indirizzare le nostre energie sulla riuscita dell’evento più che sul funzionamento dei sistemi”.


